Strategie di Search engine optimization per i quotidiani online (for dummies)

Seo-giornali-giornalismo

[tratto dalla mia tesi di laurea magistrale sull’informazione nel Web]

Le fonti lottano per la visibilità sul Web, e nella gara per la conquista del vertice dei risultati di Google, chi più, chi meno, i quotidiani online hanno iniziato da qualche anno ad applicare nella stesura degli articoli alcune tecniche di Search engine optimization, attività abbreviata generalmente sotto la sigla Seo. Le strategie di ottimizzazione riguardano sia la composizione stilistica dell’articolo, sia la struttura grafica della pagina, sia il codice HTML. In verità, la situazione attuale vede all’interno dei quotidiani italiani online un’applicazione piuttosto limitata o sommaria delle tecniche Seo, soprattutto rispetto a quelli stranieri.

Entrando nello specifico, è qui proposto un elenco di azioni utili all’ottimizzazione di un articolo online.
Organizzazione del testo all’interno della pagina. L’algoritmo di Google legge il contenuto presente in una pagina web partendo dall’alto e da sinistra verso destra. Per questa ragione, da un punto di vista grafico, il testo dell’articolo dovrebbe essere posizionato al centro della pagina, subito dopo l’intestazione, e non dovrebbe essere preceduto da spazi pubblicitari o da immagini troppo ingombranti. Queste ultime possono trovare una migliore collocazione dopo un paragrafo introduttivo contenente l’informazione da ottimizzare.

Key-words nel corpo della pagina. Il motore scandaglia minuziosamente e singolarmente le parole presenti in una pagina web, nel tentativo di individuare l’argomento principale che in essa viene trattato e con lo scopo di indicizzare tale pagina per tale argomento. Semplificando, si può affermare che l’algoritmo classifichi l’articolo in base alle parole che ricorrono con maggiore frequenza nel testo. Compito di chi compone l’articolo dovrebbe essere quello di scegliere due o tre parole che identifichino l’argomento trattato e ripeterle più volte nel corpo della pagina, una accanto all’altra ma volendo variandone l’ordine. L’importante è non esagerare con le key-words, altrimenti si potrebbe incorrere in sanzioni da parte del motore, essere bannati. Una densità di parole chiave troppo alta può essere considerata sospetta. La densità tipica va dallo 0,2% al 4%. Ciò non significa che una pagina verrà necessariamente penalizzata sa ha una densità del 10%, né che verrà esclusa se ha una densità minore dello 0,2%. Il giornalista o chi per esso può inoltre mettere in evidenza le parole che meglio descrivono il contenuto della notizia attraverso l’uso del grassetto, agevolando il motore nella lettura. Al contrario di ciò che spesso avviene, è bene evidenziare singole parole e non intere frase.

Parole chiavi nei tag <title>. I tag sono stringhe di codice che fanno parte del linguaggio Html di una pagina. Alcuni di essi sono rilevanti ai fini dell’indicizzazione. Il tag <title> è uno dei principali fattori a livello di pagina che influenza il posizionamento, quindi non va assolutamente trascurata la sua compilazione. Il tag <title> è importante perché, sebbene non compaia nel testo dell’articolo sul sito, i motori lo utilizzano come titolo per i risultati di ricerca. L’algoritmo legge le parole chiave contenute nel tag e classifica la pagina in base ad esse. Nel <title> va indicato l’argomento dell’articolo, in sostanza il titolo della notizia. La quantità e l’ordine dei termini da usare non è casuale, un <title> efficace potrebbe essere compilato seguendo lo schema:

<title>Keyword principale – keyword secondarie<title/>

Supponendo che l’articolo tratti, ad esempio, della candidatura a premier di Silvio Berlusconi per le elezioni a Presidente del Consiglio italiano previste per la primavera 2013, ed ammettendo di aver scelto come keywords “Berlusconi candidato premier” il title potrebbe essere così composto:

<title>Berlusconi candidato premier – Elezioni Presidente del Consiglio 2013<title/>

Parole chiavi nei tag <meta>. Come il <title> anche i metadati non vengono visualizzati dai browser, ma compaiono nei risultati delle ricerche. Il tag <meta> influente ai fini dell’indicizzazione è chiamato “description”. Come suggerito dal nome del tag, esso è composto da una descrizione concisa della notizia, di massimo 160 caratteri. La “description” è una sorta di estensione e approfondimento del tag <title> e segue lo schema:

<meta name=“description” content=“Keyword principale e keyword secondarie. Keyword secondarie, e variante della keyword principale”>

Tornando all’esempio, un’opzione di “description” potrebbe essere:

<meta name=“description” content=“Berlusconi candidato premier alla presidenza del consiglio. “Il Paese mi chiama”, Berlusconi si ricandita”>

Fino a pochi anni fa veniva utilizzato un terzo tag <meta> nel quale venivano inserite una serie di key-words riguardanti il contenuto della pagina. Tale tag keywords è oggi considerato dai webmaster superfluo e non influente ai fini dell’ottimizzazione.

Parole chiavi nel tag <img>. Attraverso la compilazione dell’attributo ALT è possibile inserire nel tag <img> di una fotografia, di un fumetto o di un qualunque tipo di immagine delle parole chiave riferite al contenuto dell’immagine e dell’articolo. Si segue la sintassi:

<IMG SRC=”nome immagine” ALT=”breve descrizione testuale con keyword”>

L’attributo ALT ideale è composto da massimo tre parole le quali rappresentano sia il contenuto dell’immagine sia quello dell’articolo5.

Link. L’inserimento di collegamenti ipertestuali all’interno di un articolo online ha più di uno scopo. Anzitutto, favorisce l’usabilità del contenuto. Con tale espressione ci si riferisce alla facilità di fruizione e di utilizzazione da parte di un utente di un contenuto online. I link permettono al redattore di segnalare la presenza di precedenti articoli pubblicati sul medesimo tema, di consigliare la lettura di testi di approfondimento, di indicare le fonti. Ma la creazione di un collegamento ipertestuale costituisce di per sé anche una delle tecniche Seo più influenti. I link che rimandano a pagine appartenenti ad uno stesso sito internet vengono definiti link interni, mentre i rimandi che una pagina colleziona da fonti esterne rispetto al sito dove è ospitata sono chiamati link esterni. Più una pagina riceve collegamenti, esterni o interni che siano, più viene ottimizzata dal motore. Determinante per l’ottimizzazione di una pagina è la porzione di testo contenente il link. E’ buona norma far corrispondere tale testo, detto anchor text, ai termini per i quali si vuole far indicizzare l’articolo collegato. Se, ad esempio, si vuole creare all’interno dell’articolo x un collegamento all’articolo y, dove l’articolo y tratta del riconoscimento dello Stato della Palestina come osservatore dell’Onu, l’anchor text presente nell’articolo x e che rimanda all’articolo y potrebbe essere costituito dalle parole “Stato della Palestina”. Semplificando, l’autore del collegamento lancia un segnale al motore indicando a quest’ultimo che esiste un articolo relativo ad uno specifico argomento.
Alcuni collegamenti ipertestuali esterni possono però consistere in una minaccia all’ottimizzazione di una pagina. Essi vengono definiti bad links e si tratta principalmente di messaggi generati in automatico e a fine commerciali, i cosiddetti spam. Google ha messo a disposizione il Google Disavow Links, uno strumento attraverso il quale è possibile rimuovere i bad links6. In generale, tutti i link dovrebbero avere ancore contenenti parole chiave rilevanti, per quanto riguarda la parte HTML il formato base per l’anchor text è il seguente:

<a href= “un-link-con-parole-chiave.html”> Testo con parole chiave </a>7

Parole chiave negli url. Nonostante siano ben pochi i quotidiani a tenerlo in considerazione e, probabilmente, ad essere a conoscenza della sua esistenza, uno dei fattori chiave per il posizionamento di un articolo è l’indirizzo url dello stesso. Da un punto di vista puramente tecnico, esso può essere letteralmente riscritto, procedimento che prende il nome di url rewrite. L’algoritmo dei motori di ricerca è disturbato da url lunghi e contenenti caratteri grafici e numeri. L’importanza del fattore url è confermata dai diversi studi di settore, tra i quali l’analisi di mercato pubblicata da Searchmetrics Italy SEO Ranking Factors 20128.

Esempio di url non idoneo ai fini dell’ottimizzazione:

http://www.corriere.it/politica/speciali/2012/primarie-centrosinistra/notizie/2-12-bersani-discorso-vittoria_d433b78c-3cc5-11e2-bc71-193664141fb2.shtml

Esempio di url idoneo ai fini dell’ottimizzazione:

http://www.ilpost.it/2012/12/02/live-risultati-ballottaggio-primarie/

Jerkovic precisa che “le parole chiave negli url delle pagine sono utili, non solo per la Seo. Molti blog e siti di news dovrebbero utilizzare la tecnica della riscrittura degli url per inserirvi parole chiave significative”9.

Le tempistiche di redazione degli articoli sono fortemente influenzate dalle priorità imposte dai meccanismi di agenda setting e la velocità di pubblicazione è un elemento chiave, soprattutto sul web. Per tale motivo, e per come sono strutturate le redazioni giornalistiche oggi, sarebbe ingenuo ipotizzare di poter intervenire sul codice HTML di ogni singolo articolo di cronaca. Alcuni quotidiani stranieri, come il The Guardian, hanno ovviato al problema introducendo all’interno delle redazioni la figura professionale del Seo editor, una sorta di correttore di bozze il cui compito è esclusivamente quello di rivedere gli articoli scritti dai giornalisti in chiave Seo. E’ comunque possibile prevedere interventi Seo solo per alcune speciali sezioni del giornale, ad esempio per le rubriche, gli editoriali, i reportage, gli articoli di approfondimento, le guide, i post pubblicati nei blog, dove la natura dei contenuti consente di avere il tempo di prendere gli accorgimenti necessari ai fini dell’ottimizzazione. Il vantaggio che questi contenuti ne potrebbero trarre è considerevole, l’utilizzo di tag <meta> aumenterebbe significativamente la loro visibilità sul web e di conseguenza le visite da parte degli utenti. A differenza di quelli pubblicati su mezzi a stampa e televisivi, i contenuti online hanno la possibilità di essere ritrovati da qualsiasi utente in qualunque momento. Indicizzarli correttamente significa favorire consapevolmente tale incontro.

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