Controllabili da remoto, indossabili, connessi: i sex toys nell’era dei big data.

Dove c’è consumo ci sono dati, e dove ci sono dati, specialmente se tanti, vari e relativamente low cost da collezionare (quindi, big data) ci sono pattern, correlazioni e statistiche pronte per essere scovate e rivendute. C’è in altre parole la possibilità di quantificare, o come amano dire gli esperti del caso, «datificare» (traduzione alla meglio dell’inglese datification) l’esperienza di consumo. E la «datificazione» non solo aiuta le vendite, ma piace agli utenti. Ne sanno qualcosa i membri del popolare Quantified Self Movement, i quali hanno fatto del self-tracking una filosofia di vita. Ebbene, senza tante sorprese, la tendenza alla «datificazione» sta prendendo piede in uno dei settori da sempre più all’avanguardia per via di nuove tecnologie: quello dei produttori di sex toys.

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